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“Sigh! Signora Nara, basta così!”
Yoshino: “SuvviaLita ToplessIno, un altro po’ di purè: l’ho fatto PantieTopless Picture Non, Tgp i assicuro che è ottimo!”
Ino: “Lo so, ma…Nude Celebrities (GLOMP!)”
YoshPanties Celebrities Sluts Toplessino: “Su, che devi crescere, mettere su un po’ di carne. Altrimenti come crescerai i par Fuck oli di Lesbians mio figlio?”
Ino: “I CHE? Fuck ?!?!?”
Yoshino: “Ehm, non ho detto niente.”
Tsunade: “Ah, queste feste e le loro abbuffate!”
Cunt Lesbians TgpLee: “Si tratta solo di avere un bCelebritiesn metabolismo dopotutt Panties ”
Tsunade: “Mi raccomando: _non appena il periodo di ferie finisce, tutTopless Picture Non a fare moto e rimettersi in forma, altrimePanties Nakedi cCunt Lesbians Tgp si rivolgerà mai aNudeei ninja ciccionc peCelebsr le missioni.”
Partì un coro di “giusto”, “certo”, “assolutamente”…
Konohamaru: “Vai con i dolci ora!”
Choji arrivando da cucina mise in tavola pastorelle, struffoli, canditi e panettoni: “Dolci in arrivo!”
Tsunade: “... Per il momento però…”
E nessuno ovviamente fece complimenti! Tanto dopo le feste ci sarebbero state occasioni per riprendersi un po’!
Il cenone di Natale è qualcosa di assurdo: sembra non finire mai!
Si comincia con sfilze di antipasti, accompagnati minimo da cinque o sei scodelle di riso; un paio di primi sono d’obbligo, e già cominciano i crampi alle dita a furia di usare le bacchette e deve ancora arrivare il secondo. Per le pietanze, esse sono diverse per tradizioni da luogo a luogo: non sapendo scegliere, si era portato di tutto e di più!
Dopo i secondi si è ricolmi, e si pensa che ormai sia quasi finita…
SBAGLIATISSIMO!
Perché il bello deve ancora arrivare! Puoi aver ingurgitato riso, pesce, burro, brodo, patate, pollo, sugo in quantità industriale, ma quello che viene dopo non si rifiuta mai: è una questione di principio!
E dunque al via con pistacchi, noci, noccioline, fichi secchi, datteri d’importazione, frutta fresca, paste morbide e glassate, taralli duri come l’acciaio temperato, meringhe, croccantini, torroncini, morbidini, zuccherini ed altro. E dopo tutto ciò, con le mascelle slogate, perché non anche un caffettino? E magari un amaro così per digerire? E un bicchierino di saké per concludere in bellezza?
A momenti c’era chi si mangiava persino l’aghifoglio e il pungitopo decorativi!
Naruto, ormai chino sulla tavola, col respiro corto e le bolle che gli uscivano dalla bocca mugugnava faticosamente: “Ohi, ohi… Domani a pranzo non tocco cibo!”
Sakura: “Si, come no…”
Dopo tale ecatombe mangereccia, capace di rendere dei bicarbonato-dipendenti anche miti come Kakashi, Gai e Yamato, c’è solo una cosa che può riabilitare tutti!
Konohamaru alzò la mano: “Ehi, che ne dite della tombola? Ho proprio voglia di cominciare a racimolare soldini per l’anno nuovo.”
NON L’AVESSE MAI DETTO!
Indubbiamente la tombola è un momento d’aggregazione stupendo, un momento di calore e divertimento. Però si sa, ad ogni tombola ci sono sempre spiacevoli accadimenti…
Hinata: “Chi vuole fare il cartellone?”
“IOOOOOOOOOOO!!!”
Pur di avere la consapevolezza maniacale che ogni numero che uscirà sarà tua si è sempre pronti a menarsi! Tsunade come al solito cercò di accampare dei diritti in quanto capo-villaggio, ma subito Shizune si mise a capo di un movimento per il colpo di stato. Konohamaru pensò di rubare il cartellone e godere fra i litiganti, ma da un ignoto gli venne bruciacchiata la mano con una candela rossa!
Si decise di tirare a sorte per le prenotazioni: tutto esaurito per quella sera fino a quella di ventiquattro anni dopo!
Altro pugno nello stomaco, l’idiota di turno con la sua solita battuta…
Jiraya estrasse il primo numero: “36!”
Kiba: “AMBO! AH AH AH AH!”
Tutti nella stanza lo guardarono con odio feroce.
Kiba: “Ehm, scusate…”
Sempre la solita battuta…
Ma la tragedia avvenne a partita inoltrata, quando dopo l’ambo di Konohamaru, il terno di Gai, la quaterna di Sakura e la quintina della madre di Sakura, il cartellone gridò il 17…
Naruto, nell’atto di mettere il suo fagiolino sulla casella urtò con il gomito Choji che fece rovesciare a terra le sue, con tutti i numeri.
Tutti: °____°
Choji: “Ehm…… potreste ridire di nuovo tutti i numeri?”
“NOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!! SIGH!!!!”
La beffa più grande della serata avvenne qualche altro numero dopo però!
Naruto: “4! Come il mio Hokage preferito! Lo sapevo che non mi avresti tradito! Ora manca solo il 7 e i soldini della tombola saranno miei!”
Sentì uno sbadiglio del giocatore accanto a lui.
Naruto: “Ti stai annoiando, Sai?”
Sai sospirò: “Prima era divertente, ma ora che ho finito di mettere tutti i numeri non ho nulla da fare!”
Naruto: °______°
Jiraya: “Signore e signori… mi sa che Sai ha fatto tombola!”
Sai: “Ho vinto?”
Delirio! Già è irritante perdere per pochi numeri, figurarsi quando qualcuno ti frega il malloppo senza che neanche lo sappia!
Si fecero ovviamente ancora altri giri, con diversi estrattori. Toccò anche ad Hinata…
Naruto: “Hinata! Dammi il 9 per la quaterna!”
Hinata: “N-Na-Na-Na-Naruto…… (estrae il numero) Ehm… mi spiace è il 6.”
Shino: “Hinata, controlla la lineetta sotto, indica da che verso si guarda.”
Hinata: “Ops, allora… 9!”
Naruto: “YAHOOOOO!”
Neji si alzò in piedi: “Non vale! Avrà usato il byakugan!”
Kurenai: “Hinata è una tipa corretta, non lo farebbe mai”; <>
Lee: “Mica è come te che hai fatto in modo che i numeri che uscissero sulla mia cartella componessero la scritta “tagliati le sopracciglia”!”
Tsunade: “Giusto! Non hai nessun diritto di parlare!”
Lo Hyuga, rosso di vergogna, si risedette.

Ino: “SHIKAMARU! NON MI FAI USCIRE NEMMENO UN NUMERO!”
Shikamaru: “ED è COLPA MIA?!?!? PRENDITELA CON LA SFORTUNA!”
Ino: “TI HO SOLO CHIESTO UN 69! È CHIEDERE TROPPO UN 69?”
Tutti: “……………………………………”
Ino (rossa come un fuoco): “………… Eeeeeeeehhhmmm… Porci! Pensate solo a quello! Umpf!” si risedette, cercando si affondare sotto la tovaglia natalizia del tavolo.
A qualche ragazzone uscì una gocciolina di sangue, ma si andò avanti senza far commenti.

Ten Ten: “Ehm, non so come dirlo, ma ho fatto cadere il sacchetto dei numeri sul tabellone: dobbiamo annullare il giro!”
Hiashi: “E chi diamine! Proprio ora che stavo per vincere qualcosa io!”
Tsunade: “Fa nulla, abbiamo giocato abbastanza.”
Kakashi: “Meno male: non ho più spicci.”
Sakura: “Ih ih, beh, allora sarà fortunato in amore, Maestro Kakashi.”
Il Sensei rise e si grattò dietro la testa.
Tsunade: “Bene, tutti in piedi ora: si và ad attendere l’arrivo della mezzanotte nella piazza del grande albero! Su, tutti a prendere i cappotti!” gridò euforica, battendo le mani.
Moegi: “Non scordate di prendere i regali!”
Konohamaru: “Non scordiamoci di prendere i binocoli piuttosto! Stasera lo beccheremo!”
Moegi ed Udon: “SI!”
Hinata: “Dai, papà, anche tu!”
Nemmeno il freddo Hiashi seppe dire di no al sorriso di entrambe le sue figlie che lo trascinavano!
Ognuno prese i suoi pacchi regalo, che avrebbe poi donato sotto l’abete, e si incamminò, chi prendendosela comoda, ancora pieno delle squisitezze della cena, chi correndo e magari canticchiando qualche motivetto.

Un albero di Natale è sprecato per il giorno: è di notte che mostra tutto il suo insito splendore; è di notte che la sua luce assolve il suo compito autentico, dissipare le ombre e riscaldare la fredda oscurità. Quella sera non c’era solo l’albero, ma anche tantissime stelle, ed anche i volti di pietra degli Hokage abbagliavano chi provasse a guardarli.
Gai: “Ah ah ah, bellissimi!” e diede il cinque a Rock Lee.
Nella piazza si era radunata anche altra gente: una bella fetta di Villaggio!
Tsunade: “Che ore sono?”
Shizune: “Manca ancora qualche minuto. Che si fa nel frattempo?”
Gai: “Lo so io! Lo so io! Si canta!”
Tsunade: “Mi và proprio di sentire “Bianco Natale”.”
Gai: “E canterai anche tu!”
Lee: “Giusto! Guai a te se risparmi le corde vocali!”
Ten Ten: “Dai! Sarà fantastico!”
Neji: “…… D’accordo, ma solo perché me lo ha chiesto Ten Ten!”
Ten Ten: ^__^
Prima il pezzo venne eseguito in modo “classico”, con Konohamaru e i suoi amici a fare da voci bianche, insieme poi a tutti i ragazzi.

Quel lieve tuo candor, neve,
discende lieto nel mio cuor.
Nella notte santa il cuor esulta
d'amor, è Natale ancor.

E viene giù dal ciel lento,
un dolce canto ammaliator
che ti dice "Spera anche tu."
È Natale, non soffrire più.

Poi in una versione jazzata con sassofoni e schiocchi di dita: a cantare ci pensava Shino, Gai e gli altri maestri erano l’orchestra!

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